Campania: grillini attaccano Stefano Graziano. Il dem: “No a processi mediatici”. Passa legge sulla semplificazione

Inizio burrascoso per la seduta di Consiglio regionale della Campania: i consiglieri regionali del Movimento Cinque stelle hanno abbandonato l’aula del Consiglio Regionale della Campania all’avvio dei lavori di oggi per protestare contro la presenza in aula di Stefano Graziano, consigliere autosospeso da Pd e indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.

Dal canto suo il dem replica in una nota stampa: “Di fronte a quanto accaduto oggi in aula non posso non ribadire che nel nostro paese si è innocenti fino al terzo grado di giudizio. Non posso non sottolineare che ricevere un avviso di garanzia non può essere equiparato ad una sentenza di condanna o ad un attestato di colpevolezza ma è, appunto, uno strumento posto a tutela dell’indagato durante la delicata fase delle indagini”. “Ho preferito essere ascoltato dai pubblici ministeri non per attendere che la vicenda cadesse nel dimenticatoio ma perché ho grande rispetto per il lavoro della magistratura e per le istituzioni. E’ una polemica strumentale perché già nelle scorse settimane ho partecipato a sedute di commissioni. Ringrazio i colleghi che hanno preso la parola come segno di solidarietà nei miei confronti e contro i processi mediatici”, conclude Graziano.

“Ricordo ai consiglieri del Movimento 5 Stelle, che hanno abbandonato l’aula in segno di protesta per la presenza del collega Stefano Graziano, al quale rinnovo stima e vicinanza, che esiste la presunzione d’innocenza fino al terzo grado di giudizio. Non basta un avviso di garanzia per dar luogo a giudizi sommari”. Così Mario Casillo capogruppo consiliari del Pd in risposta all’iniziativa dei consiglieri 5 stelle usciti dall’aula per qualche minuto per protesta contro il ritorno in aula del consigliere Graziano.

Il Consiglio Regionale della Campania ha osservato un minuto di silenzio per le vittime degli attentati terroristici in Bangladesh, dell’incidente ferroviario in Puglia e della strage terroristica di Nizza.  “L’Italia, le nostra comunità, sono colpite da eventi drammatici e luttuosi che ci lasciano attoniti – ha detto la Presidente Rosa D’Amelio – ,  tante vite spezzate che vogliamo ricordare stringendoci alle loro famiglie e di fronte alle quali dobbiamo rinsaldare i sentimenti di unità e di solidarietà del Paese e della nostra Campania”.
La maggioranza approva il disegno di legge sulla semplificazione con voto contrario delle opposizioni.

“Solo dichiarazioni di principio frutto di norme scritte, stralciate e riscritte senza alcuna volontà di confronto”. Così, commentando l’approvazione della legge annuale sulla semplificazione, il Presidente del gruppo di Forza Italia del Consiglio Regionale della Campania, Armando Cesaro, per il quale, “il voto contrario del nostro gruppo è un atto politicamente dovuto ai cittadini e alle imprese della Campania oppressi dalla burocrazia”.

“Questa legge che arriva con quattro mesi di ritardo parte da un falso in delibera, si occupa di nomine e inopportunamente di un’Industria 4.0 sulla quale a breve interverrà comunque il governo nazionale e che con la semplificazione c’entra poco”, aggiunge il capogruppo regionale di Forza Italia.

“Abbiamo tentato di migliorare il testo con proposte concrete ed efficaci, – prosegue Cesaro – per introdurre i tutor anti-burocrazia, l’Atto Aziendale Unico nella Sanità per valutare concretamente il lavoro dei manager e l’affidamento all’Arpac di ruolo guida nella fase iniziale degli investimenti produttivi per evitare che i controlli successivi li compromettessero”. “E’ chiaro – conclude Cesaro – che vigileremo attentamente sulle ricadute reali di questa legge per i campani”.

  “Questa proposta di legge della Semplificazione è una ‘toppa’ o meglio l’ennesimo pacco ai campani. L’unico articolo che interessa alla maggioranza e De Luca è il 16 che serve a riparare i gravi errori che hanno commesso nell’approvazione della legge di Bilancio del 2015 bersagliata dalle  impugnative del Governo”. Lo denuncia in aula il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gennaro Saiello nel corso della discussione in Consiglio : “Il travisamento dell’impostazione della legge sulla Semplificazione – spiega – è un’offesa alla popolazione campana, a chi fa impresa ed ai tanti esponenti di categorie che hanno contribuito partecipando  alle audizioni in Commissione per modellare la norma”. Come Movimento 5 Stelle abbiamo presidiato ogni fase e abbiamo presentato quaranta emendamenti per migliorare la legge – aggiunge – , ma la maggioranza li ha considerati inammissibili per la metà”. “Quella che doveva essere una legge volta a semplificare le imprese – continua – si è trasformata in una sorta di mini collegato per camuffare interventi di altra natura nascosti nell’art. 16 nel quale si cerca mettere una ‘toppa’ agli errori commessi nei provvedimenti precedenti” “Alla fine la legge che è stata approvata oggi in aula – conclude Saiello – è una scatola vuota, contiene generici annunci, non fornisce risposte concrete e serve solo a riparare agli errori pacchiani della maggioranza con legge di Bilancio 2015 e quindi disinnescare probabili contrasti con il Governo”.