Banche, crollano le borse: Mps ai minimi storici

Raffica di sospensioni al ribasso tra le banche a Piazza Affari. Mentre il Ftse Mib cede lo 0,96%, maggior calo tra i listini europei, finisce in asta di volatilità anche Unicredit, insieme a Mps e Bper. Ubi intanto è tornata agli scambi e cede il 4,4% per cento.

Mps: in caduta in Borsa, ritocca minimi storici  – Mps è in caduta a Piazza Affari e ritocca i minimi storici segnati nelle ultime sedute. Poi viene fermato ancora in asta di volatilità. Oggi ad appesantire Rocca Salimbeni contribuiscono le indiscrezioni di stampa su una lettera della Bce per chiedere un piano che riporti in tre anni la percentuale di sofferenze a livelli fisiologici.

La Bce ha chiesto a Mps di far scendere le sofferenze lorde a massimi 32,4 miliardi al 2018 dai 46,9 miliardi del 2015, e le sofferenze nette a 14,6 miliardi da 24,2 miliardi. Lo si legge in una nota della banca.

Le richieste della Bce di rispettare alcuni requisiti sui crediti deteriorati sono in linea col programma approvato da Mps e sottoposto alla stessa vigilanza europea per aumentare l’importo delle dismissioni di non performing loans previsto nel piano 2016/2018. Lo scrive l’istituto in una nota con la quale conferma di aver ricevuto una lettera della Bce.

Petrolio: in rialzo sopra 50 dollari al barile  – Petrolio in rialzo sui mercati internazionali con i contratti sul greggio con scadenza settembre a quota 50,40 dollari al barile. L’aumento è di 5 centesimi.

Parte bene la settimana sui principali listini asiatici, in crescita per la quarta seduta consecutiva
. Lo choc della Brexit ha lasciato spazio alla convinzione che le banca centrali interverranno con nuove misure di stimolo all’economia e ha spazzato via l’idea in particolare che la Fed possa ritoccare all’insù i tassi quest’anno. Con un occhio ai futures sul listino britannico, positivi, e al petrolio stabile sopra i 50 dollari al barile, Tokyo ha guadagnato lo 0,60% e Hong Kong segna un rialzo dell’1,5% a seduta ancora aperta. Ancora meglio fanno i listini cinesi (Shangai +1,9%, Shenzhen +1,6%) malgrado i dati macro contrastanti diffusi in giornata da Pechino.

Fonte: Ansa

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