Papa Francesco: “Rimuovere vescovi che coprono abusi su minori”

Papa Francesco mette nero su bianco, rafforzandone l’applicazione, la procedura con cui dovranno essere rimossi i vescovi nei casi di coperture o insabbiamenti di abusi sessuali su minori commessi da sacerdoti.

E’ questo il senso della lettera apostolica in forma di Motu Proprio “Come una madre amorevole”, pubblicata oggi, nella quale il Pontefice, sottolineando che il diritto canonico già prevede la rimozione “per cause gravi” dei vescovi diocesani e dei superiori degli ordini religiosi, a loro equiparati, precisa esplicitamente che “tra le dette ‘cause gravi’ è compresa la negligenza dei vescovi nell’esercizio del loro ufficio, in particolare relativamente ai casi di abusi sessuali compiuti su minori e adulti vulnerabili”.

Un vero e proprio giro di vite, che dirada le incertezze sulla possibilità che i vescovi rispondano, anche con la rimozione, le eventuali responsabilità per omissioni o comportamenti omertosi sui preti pedofili. Una scelta, quella del Papa, che si colloca anche in linea con le indicazioni sull’obbligo di denuncia da parte dei vescovi date dalla sua Commissione per la Tutela dei Minori, e ancora non ben recepite da tutte le Conferenze episcopali, ad esempio non da quella italiana. In ogni caso, storicamente le “negligenze” dei vescovi sui preti pedofili riguardano in gran parte il mancato ascolto delle denunce delle vittime e dei loro familiari e il semplice spostamento di un colpevole di abusi da parrocchia a parrocchia o ad altre mansioni, senza ulteriori provvedimenti canonici o penali.

Tutto questo rientrerà ora esplicitamente, in quanto specifica “negligenza”, nelle “cause gravi” per cui un vescovo o un superiore generale potrà essere rimosso, ai sensi dei già esistenti canoni 193 del Codice di Diritto Canonico e del 975 di quello per le Chiese orientali. Nel Motu Proprio, di cinque articoli, il Papa insiste anche sull’importanza della “cura vigilante” per la protezione dei minori e degli adulti vulnerabili. “Si tratta di una legge – ha spiegato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi – che stabilisce una procedura da seguire per l’attuazione di un canone già esistente”. E non siamo nel campo “del procedimento penale, perché non si tratta di un ‘delitto’ compiuto, ma di casi di ‘negligenza’ da parte di vescovi o superiori religiosi”.

L'”istruttoria” sui casi di negligenza spetta alle quattro Congregazioni competenti – non ci saranno nuovi “tribunali” – a cui tali casi possono essere riferiti: quelle per i Vescovi, per l’Evangelizzazione di Popoli, per le Chiese Orientali e per la Vita Consacrata. Due i punti da notare: la mancanza di diligenza può esserci anche “senza grave colpa morale da parte del vescovo”; nel caso di abusi su minori “è sufficiente che la mancanza di diligenza sia grave”, mentre negli altri casi si richiede mancanza di diligenza “molto grave”. “Trattandosi di decisioni importanti sui vescovi, l’approvazione specifica dipende dal Santo Padre”, ha sottolineato Lombardi. E’ una novità è la costituzione di un “apposito Collegio di giuristi”, con cardinali e vescovi, che assisterà il Papa prima che assuma una decisione definitiva sui presuli interessati. Non c’è inoltre retroattività.

“D’ora in poi la procedura per l’applicazione del canone 193 comma 1 è quella stabilita”, ha spiegato Lombardi. Sempre oggi papa Francesco, su proposta del ‘C9’, il consiglio dei cardinali che da domani a mercoledì terrà in Vaticano la sua 15/ma riunione, ha approvato ‘ad experimentum’ lo Statuto del nuovo Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita nel quale confluiranno, dal 1/o settembre prossimo, gli attuali Pontifici Consigli per i Laici e per la Famiglia. In quella data ambedue i Consigli cesseranno dalle loro funzioni e verranno soppressi. Con il nuovo dicastero sarà connessa la Pontificia Accademia per la Vita, come pure un diretto legame vi avrà il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli studi su matrimonio e famiglia. Importante sarà il ruolo dei laici, e con tutta probabilità anche quello delle donne: il prefetto del nuovo dicastero sarà coadiuvato da un segretario “che potrebbe essere laico” e da tre sotto-segretari a loro volta laici, ciascuno a capo di una delle tre sezioni, per i fedeli laici, per la famiglia e per la vita.