20 Giugno, giornata mondiale del rifugiato: tantissime le manifestazioni in tutta Italia

Il 20 giugno di ogni anno a partire dal 2001 si celebra la giornata mondiale del rifugiato, indetta dalle Nazioni Unite in base all’approvazione della Convenzione sui profughi, risalente al 1951 da parte dell’Assemblea generale dell’ONU. La convenzione, tutela i diritti del rifugiato, sancisce le norme sul trattamento e le garanzie contro l’espulsione.

In un mondo dove la violenza costringe centinaia di famiglie a fuggire, l’Agenzia delle Nazioni Unite chiede ai governi di lavorare insieme a favore di chi fugge: “Bisogna garantire che ogni bambino rifugiato riceva istruzione. Che ogni famiglia di rifugiati abbia un posto sicuro in cui vivere. Che ogni rifugiato possa lavorare o garantirsi l’acquisizione di nuove competenze per dare un contributo positivo alla comunità.

Per questa giornata sono tantissime le manifestazioni organizzate in tutta Italia. A Roma ad esempio parte dal Colosseo la grande manifestazione dell’Arci “Fermiamo la strage subito”; a Firenze è stato organizzato un Convegno dal titolo “Casa dolce casa” allo scopo di raccogliere fondi da destinare a chi ha dovuto abbandonare le proprie cose per cercare lontano una propria vita. Anche Barack Obama è intervenuto incitando i popoli alla riflessione “su milioni di persone che sono state costrette a lasciare le loro case, sulle difficoltà che affrontano, sul coraggio e la resistenza che dimostrano”.

Ma a quasi sessant’anni di distanza dalla data della Convenzione ed in un momento drammatico come quello di oggi, cosa significa festeggiare e commemorare questa giornata? Una ricorrenza tra l’altro che pare svuotarsi di senso mano mano che passano gli anni. Oggi il rifugiato non è più colui che scappa dalla guerra ed ha bisogno di protezione internazionale, ma è diventato “un problema, un invasore, una minaccia”.

Certo è che il tema così cocente è tanto attuale. I dati di un fenomeno oramai allarmante arrivano dall’Unhcr che stima il 12% in più di rifugiati rispetto allo scorso anno, quando si sono registrate circa 170 mila persone richiedenti asilo.

“I rifugiati – sostiene Papa Francesco – sono persone come tutti, ma alle quali la guerra ha tolto casa, lavoro, parenti e amici. Le loro storie e i loro volti ci chiamano a rinnovare l’impegno per costruire la pace nella giustizia. Per questo vogliamo stare con loro: incontrarli, accoglierli, ascoltarli per costruire la pace secondo la volontà di Dio”.

Fonte Foto: www.cataniatoday.it