La Libia e il sostegno della comunità internazionale contro lo Stato Islamico

La comunità internazionale, convocata dagli USA e dall’Italia, si è ritrovata ieri ed oggi a Vienna per cercare insieme di trovare una soluzione alla crisi in cui vertono Libia e Siria. “la stabilizzazione della Libia è la chiave per combattere il terrorismo” – queste le parole del Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni in conferenza stampa con Serraj, premier libico. “I libici e il governo di Unità Nazionale guidino la lotta dell’ISIS nel Paese – continua Gentiloni – l’Italia è pronta a cooperare e a dare il suo contributo”.
La comunità internazionale ha delle responsabilità verso la Libia. A tal proposito il premier Serrajha lanciato un appello, non riuscendo lui stesso a governare il Paese per problemi di sicurezza. “Tutti gli Stati devono lavorare secondo quanto prevede l’Accordo Politico Libico”, aggiunge Gentiloni nel suo appello.
Replica anche il segretario di Stato degli USA, John Kerry, dichiarando di voler appoggiare il consiglio di presidenza e di voler revocare l’embargo in modo da fornire gli strumenti necessari per poter contrattaccare lo Stato Islamico. “È importante e urgente risolvere la situazione in Libia in maniera anche veloce. Varie sono le rivalità interne che infliggono, al popolo libico, all’economia ed alla sicurezza, un prezzo troppo alto da pagare. L’aumento dell’estremismo ne trae vantaggio”, prosegue ancora Kerry.
Quindi tutta la comunità internazionale sosterrà la Libia in questa politica di legittimazione del proprio mandato e di annientamento di coloro che minacciano la pace e la sicurezza del Paese.
In buona sostanza, il messaggio che arriva oggi da Vienna è che la Libia deve rimanere unita nella convinzione che serva una forza multinazionale e che dunque risulta essere indispensabile il sostegno della comunità internazionale, inoltre i libici combatteranno il terrorismo senza interventi stranieri a terra.