Corruzione, Raffaele Cantone: “La legge su whistleblower e’ necessaria”

“Una normativa” sul whistleblower “va fatta anche per sfatare l’idea che qualcuno vuole far passare che qui si sta facendo delazione. La riforma e’ indispensabile e noi la riteniamo un passo avanti necessario nella lotta alla corruzione”. Lo ha detto il presidente dell’ Anac Raffaele Cantone, che ha voluto portare il proprio sostegno alla campagna di Transparency International e Riparte il futuro, che oggi manifestano al Pantheon per sollecitare l’approvazione del ddl fermo al Senato da 600 giorni. Cantone ha anche firmato la petizione a sostegno della legge, promossa dalla due organizzazioni. “E’ una battaglia giusta, riteniamo che la legge sul wistleblower vada approvata. Che non si tratti di tutelare chi denuncia anonimamente”, ha aggiunto, ma “un soggetto che ci mette la faccia. Sarebbe un gesto importante da parte del Parlamento chiudere questa iniziativa legislativa che alla Camera e’ stata gia’ approvata”, nel gennaio 2016. “Su questa legge – secondo Cantone – ci sono anche troppi equivoci, troppi dicono che favoriamo le delazioni. E’ invece proprio il contrario”, ha concluso Cantone. I promotori della manifestazione consegneranno in Senato al presidente Piero Grasso le firme raccolte, circa 60mila, a sostegno della legge a protezione del whistleblower. Tale figura e’ stata introdotta nel nostro ordinamento con la legge Severino, nel 2012. Tuttavia, le organizzazioni ritengono che la disciplina attuale non sia efficace nella protezione del segnalante e che non preveda strumenti che incentivino le segnalazioni. “Le esperienze pratiche – ha spiegato Cantone alla manifestazione al Pantheon – dimostrano molto spesso che chi denuncia si trova isolato all’interno e all’esterno”: non essendoci una tutela “il lavoratore rischia di avere danni significativi”. “L’istituto del whistleblowing – ha aggiunto il presidente dell’autorita’ Anticorruzione – fa fatica ad essere inserito nel nostro panorama culturale, ed e’ per questo che e’ necessario avere una legge, non e’ un caso che non riusciamo a trovare nemmeno un nome in italiano. Tutte le parole tradotte dall’inglese finiscono per avere una connotazione negativa. Chi collabora, da noi finisce per essere considerato un personaggio non affidabile”. Il whistleblowing – la ‘soffiata’ dei dipendenti pubblici sulle irregolarita’ all’interno del proprio ufficio – e’ un istituto non pienamente decollato, anche se dal 2012, quando e’ stato previsto dalla legge Severino, le segnalazioni sono in aumento: l’Anac, come emerso in un recente rapporto, nei primi 5 mesi di quest’anno ne ha ricevute 263 rispetto alle 252 dell’ intero 2016. Arrivano in maggioranza (per il 75%) dalle prime linee delle pubblica amministrazione (impiegati, insegnati e personale sanitario); molte meno quelle dagli alti livelli della P.a., dirigenti, responsabili della prevenzione della corruzione, militari. Le attivita’ piu’ esposte sono gli appalti, l’attribuzione di incarichi, i concorsi pubblici, i danni erariali. Transparency International Italia, in autonomia, a fine 2015 ha istituito un servizio di allerta anticorruzione, che raccoglie le segnalazioni di vittime, testimoni, whistleblower: quelle pervenute da allora sono circa 450.