Papa Francesco a Tawadros II: cristiani chiamati a proclamare insieme il Risorto

“Come servitori della speranza, i cristiani sono chiamati a proclamare insieme il Risorto attraverso la gioiosa testimonianza delle loro vite e attraverso l’amore generoso verso il prossimo. Sappiamo che il mondo oggi ha urgente bisogno della proclamazione di questa speranza, l’unica che non delude”. È quanto scrive Papa Francesco in una lettera inviata al patriarca copto ortodosso, Tawadros II, per presentare i suoi auguri per la Pasqua. “Con la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte – si legge nella lettera rilanciata dal Sir e consegnata a mano dal nunzio apostolico in Egitto, monsignor Bruno Musarò – ogni uomo e ogni donna è capace di guardare alla propria vita con occhi e cuore nuovi, anche in circostanze segnate da tristezza e difficoltà. Le tenebre, il fallimento, il peccato – scrive il Papa – possono essere superate e diventare punto di partenza di un nuovo cammino. Possa la Pasqua, che quest’anno i cristiani celebrano nello stesso giorno, ispirare nelle nostre Chiese un sempre crescente desiderio per una sempre più profonda solidarietà nel proclamare il Vangelo e servire coloro che sono nel bisogno”.

“Ho chiesto al Signore: perché? Perché Dio hai permesso alla Chiesa e ai tuoi figli di vivere un periodo così difficile come questo? La seconda cosa a cui ho pensato è l’immagine dell’Egitto in tutto il mondo. Questi attentati influiscono sulla vita del Paese, sulla vita economica e sociale. Colpiscono indistintamente tutti gli egiziani, cristiani e musulmani. Sono una ferita inferta nel cuore dell’Egitto”. Papa Tawadros II, capo della Chiesa copta ortodossa e patriarca di Alessandria, parla per la prima volta dell’attentato a cui è sfuggito la Domenica delle Palme ad Alessandria. Lo fa in un’intervista rilasciata al Sir a pochi giorni dal viaggio apostolico del Papa in Egitto. “Questa visita è importante per trasmettere un messaggio a tutto il mondo: l’Egitto è ancora un’oasi di sicurezza e di pace”, dice il papa copto: “Francesco è un vero testimone della pace e della verità. Ovunque va, porta la voce di tutte le persone più fragili e sofferenti del mondo”. E poi aggiunge: “Gli attentati che abbiamo vissuto hanno dato testimonianza di Gesù Cristo e del cristianesimo. Il popolo egiziano è rimasto impressionato, sbalordito di come hanno reagito i copti di fronte a tanta violenza non scegliendo l’odio ma la strada della tolleranza anche verso chi semina paura, causa il male e provoca la morte”. Sta dicendo che dopo tutto quello che avete vissuto, dopo tanto lutto e dolore, non c’è odio nel cuore dei copti? “Noi non possediamo altro che l’amore per il Signore e l’amore per tutti gli uomini”.

Fonte: Il Faro di Roma